Disservizio Sanitario Nazionale
Si continua a discutere sull’inefficienza del nostro Sistema Sanitario Nazionale che gli ottimisti definiscono “Universale”.
In realtà le liste di attesa si sono allungate sempre di più e molti medicinali e visite diagnostiche, un tempo gratuiti, oggi sono a carico dei cittadini.
Un disagio che costringe buona parte dei contribuenti a non curarsi più.
In pratica, l’universalità non esiste se non per chi, in qualche modo, riesce a bypassare le liste di attesa ufficiali.
E’ il risultato finale degli interventi finanziari fatti dai vari governi che si sono succeduti e che non si sono mai concretamente impegnati nel procedere a una seria riorganizzazione del SSN; troppo complicato e poco produttivo ai fini elettorali.
Questi governi, tutti, hanno semplicemente tagliato, orizzontalmente, i fondi destinati all’assistenza sanitaria; fondi ormai assolutamente insufficienti a sostenere gli sprechi e le esigenze di una popolazione sempre più vecchia e longeva.
Vittima di un’informazione politicizzata, per questo ovviamente inattendibile, ma molto abile nel sostenere che la spesa sanitaria è fuori controllo per l’inefficienza dei vari governi che si sono succeduti prima di quello in carica, ho sentito l’esigenza di fare una piccola ricerca personale sui tagli fatti al SSN.
Una ricerca che mi ha consentito di stilare, cronologicamente, gli interventi più significativi che i vari governi hanno fatto nel tempo e che metto volentieri a disposizione di chi mi legge:
Interventi sul SSN
1968 – Ministro Luigi Mariotti (governo Leone) – Legge Mariotti 132/1968:
- Riforma degli ospedali pubblici che fino ad allora erano gestiti in modo frammentario e spesso baronale;
- Introduzione della retta ospedaliera per ogni giornata di ricovero del paziente;
- Centralizzazione dell’assistenza sanitaria negli ospedali incentivando i ricoveri a scapito della medicina territoriale.
1978 – Ministro Tina Anselmi (governo Andreotti IV) – Legge 833/78:
- Istituzione del SSN;
- Universalità e uguaglianza: La salute viene riconosciuta come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività;
- Superamento del sistema mutualistico (prima del 1978, l’assistenza sanitaria era gestita da enti mutualistici, che garantivano cure solo ai lavoratori iscritti);
- Decentramento (Il SSN è gestito dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali);
- Prevenzione e promozione della salute (Non solo cura, ma anche prevenzione);
- Finanziamento pubblico (Viene istituito un Fondo Sanitario Nazionale).
1992 – Ministro Francesco De Lorenzo (governo Amato) – Legge 502/1992:
- Introduzione del concetto di aziendalizzazione delle strutture sanitarie;
- Trasformazione delle USL in Aziende Sanitarie Locali (ASL), gestite con un modello più manageriale;
- Maggiore autonomia gestionale alle Regioni
- Inizio della competizione regolata tra strutture pubbliche e private;
- Libera professione intramoenia;
- Fine del pagamento a piè di lista;
- Introduzione del concetto di LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
1993 – Ministro Raffaele Costa (Governo Ciampi) – D.Lgs. 517/1993:
- Riorganizzazione dell’università e dell’assistenza ospedaliera;
- Integrazione delle strutture universitarie nel SSN;
- Creazione delle Aziende Ospedaliere Universitarie;
- Potenzia le competenze regionali;
- Introduce la figura del direttore generale.
1993 – Ministro Mariapia Garavaglia (governo Ciampi) – D.Lgs. 517/1993:
- Revisione del prontuario farmaceutico;
- Eliminazione di 4.000 farmaci inutili.
1999 – Ministro Rosy Bindi (governo Prodi poi Dalema) – D.Lgs. 229/1999, riforma Bindi:
- Maggiore autonomia alle Regioni
- Le ASL diventano vere e proprie aziende con autonomia gestionale;
- Le Regioni assumono un ruolo centrale nell’organizzazione dei servizi;
- Completamento del processo di aziendalizzazione del SSN;
- Coinvolgimento dei sindacati nella definizione delle politiche sanitarie.
2001 – Ministro Franco Bassanini (governo Amato II) – legge costituzionale n. 3 del 18//10/2001:
La Riforma del Titolo V della Costituzione, approvata dal Parlamento, senza ampio consenso parlamentare, con i soli voti del centrosinistra (cosa che lo stesso Bassanini criticò), e confermata dal popolo tramite, referendum, con il 64,2% di voti:
- Ha riconosciuto autonomia costituzionale a Regioni, Province e Comuni;
- Ha ampliato le competenze legislative regionali;
- Ha rafforzato il principio di sussidiarietà(art. 118);
- Ha generato conflitti di competenza tra Stato e Regioni.
2003 – Ministro Girolamo Sirchia (governo Berlusconi) – Legge 16/01/2003:
- Definizione operativa e attivazione concreta dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza);
- Divieto di fumo nei luoghi chiusi aperti al pubblico (bar, ristoranti, uffici, treni, ecc.);
- Possibilità di creare sale fumatori con requisiti tecnici molto rigidi (ventilazione separata, pressione atmosferica controllata, porte a chiusura automatica);
- Obbligo di cartelli di divieto, identificazione dei responsabili e sanzioni per chi viola la norma;
- Introduzione di misure d’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione (uso della posta elettronica, carta nazionale dei servizi, accesso telematico ai servizi).
2017 – Ministro Beatrice Lorenzin (governo Gentiloni) – DPCM 12/01/2017:
- Aggiornamento annuale dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza);
- Nuove prestazioni sanitarie, come cure per l’endometriosi, celiachia, autismo, procreazione medicalmente assistita;
- Procreazione medicalmente assistita (PMA) omologa ed eterologa;
- Aggiornamento dell’elenco delle malattie rare e croniche.
Governi responsabili dei tagli alla Sanità (2010–2019)
- Mario Monti (2012–2013): negati 8 miliardi di euro;
- Enrico Letta (2014): tagliati 8,4 miliardi di euro;
- Matteo Renzi (2015–2017): negati 16,6 miliardi di euro (fondi previsti ma non stanziati);
- Paolo Gentiloni (2018): tagliati 3,3 miliardi di euro;
- Giuseppe Conte (2019): tagliati 0,6 miliardi di euro.
Situazione attuale – Ministro Orazio Schillaci (governo Meloni)
- Legge n. 197/2022:
- Detassazione straordinari: Flat tax al 15% per le prestazioni aggiuntive dei medici e infermieri;
- Potenziamento medicina territoriale, avvio delle Case della Comunità e rafforzamento dell’assistenza domiciliare;
- Decreto Legge n. 34/2023:
- Introduzione di un’indennità specifica per il personale sanitario operante nei reparti di Pronto Soccorso;
- Maggiore flessibilità nell’impiego degli specializzandi per coprire carenze nei reparti.
- Legge n. 213/2023:
- Stanziamento di fondi per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
- Estensione dei Contratti di formazione specialistica anche agli specializzandi non medici.
- Legge n. 193/2024:
- Revisione delle regole per il rapporto tra SSN e sanità privata accreditata;
- Rafforzamento del monitoraggio sulla trasparenza della spesa sanitaria e sulle prestazioni erogate.
- Legge n. 207/2024:
- Incremento di 136,5 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale nel 2025, con proiezioni fino al 2027
- Incremento relativo del Fondo Sanitario Nazionale rispetto all’anno precedente:
- + 3 miliardi per il 2024
- + 4 miliardi per il 2025
- + 4,2 miliardi per il 2026
- + 0,6 miliardi per il 2027
- Incentivi economici alle regioni che riducono le liste d’attesa;
- Previsti 1,3 miliardi di euro per investimenti negli ospedali e liberati 750 milioni tramite la revisione del PNRR;
- Aumento della tariffa oraria per incentivare il lavoro straordinario e ridurre le liste d’attesa;
- Tassazione flat tax del 5% sulle prestazioni straordinarie degli infermieri;
- Incremento economico del 5% sulla parte fissa e del 50% sulla parte variabile per le specializzazioni meno attrattive;
- Stanziati 30 milioni di euro per gli specializzandi, non medici, come farmacisti, psicologi, biologi, odontoiatri, chimici, fisici e veterinari;
- Messi a disposizione 2,4 miliardi di euro per i rinnovi contrattuali;
- Aumento dei fondi dedicati alle cure palliative, alla lotta alla demenza e ai test genetici utili per diagnosi di malattie rare e tumori;
- Introdotti di nuovi LEA che ampliano le prestazioni garantite dal SSN.
Spero di aver fatto una cosa utile nel fare chiarezza su di una materia che il dibattito politico, tramite i suoi mass media, presente sempre a suo uso e consumo.
Tullio Mannino
12/02/2025